“Amore e anarchia” di Teatro delle Albe

Riprendiamo dopo la pausa natalizia con una grande compagnia: il Teatro delle Albe con Luigi DadinaMichela Marangoni metterà in scena, domenica 10 gennaio alle 18:00Amore e anarchia.

(foto: Davide Baldrati)
(foto: Davide Baldrati)

regia: Luigi Dadina
scene e luci: Pietro Fenati e Elvira Mascanzoni
suoni: Alessandro Renda
realizzazione scene: Fabio Ceroni e Danilo Maniscalco
realizzazione costumi: Lubiana Zaffi
progetto grafico e immagine: Barbara Fusconi
produzione: Ravenna Teatro
a partire da Amore e anarchia di Claudia Bassi

Ecco una breve sinossi dello spettacolo:

Maria Luisa Minguzzi e Francesco Pezzi: nati entrambi nel centro storico di Ravenna, lui il 30 agosto del 1849, lei nella notte del 21 giugno del 1852. Da quasi cent’anni abitano, non visti, nella scuola di San Bartolo, vicino a Ravenna. Nella loro infanzia e adolescenza la città, ma l’Italia intera, è attraversata da sconvolgimenti politici e umani: le imprese garibaldine, l’ideale repubblicano, la caduta del governo dei Papi, l’unità d’Italia, l’internazionalismo anarchico e socialista sono solo alcuni degli elementi che segnano la crescita dei due giovani. Giovanissimi si incontrano, si innamorano e si infiammano, senza possibilità di ripensamento, per l’idea dell’anarchia, che guiderà le scelte e i pensieri di tutta la loro vita successiva fino alla morte. Tra militanza, fughe, confino e carcere, sono la coppia che accoglie gli amici anarchici, nelle case sempre aperte di Firenze, Lugano, Napoli, Buenos Aires, Londra. Primi fra tutti Andrea Costa, Anna Kuliscioff ed Errico Malatesta. La Minguzzi sarà autrice del Manifesto a tutte le operaie d’Italia, sarà inarrestabile promotrice dell’idea anarchica tra le donne, oratrice in pubblico e nei comizi.

Nello spettacolo il mondo è filtrato dalle voci dei bambini che la mattina occupano i banchi e i corridoi della scuola di San Bartolo. Ogni notte sono soli i due innamorati e ripercorrono le vicende di allora e quelle di oggi, in un dialogo inquieto discutendo degli ideali che infiammandoli per tutta la vita, rimangono braci ardenti anche dopo la morte.

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