LA SERVETTA

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La servetta

con Angela Antonini
testo e regia Federico Sartori
produzione Puro Teatro
definizione del movimento Cristina Menconi
disegno grafico Federico Sartori

LA SERVETTA è una pièce originale di Federico Sartori ispirata al breve racconto di Agota Kristof  La Madre. Un monologo polifonico che affronta la violenza di genere ed è allo stesso tempo una allegoria del sistema socio-politico del potere.

LA SERVETTA è una storia che, sebbene potremmo definire “d’amore”, maschera e cela profonde violenze. Non c’è servo senza un padrone. Raccontare la storia di questa donna e suo figlio è raccontare come un corpo può ospitare un altro corpo, fino ad esserne completamente divorato. Il testo e il linguaggio della pièce prendono forma nel corpo dell’attrice che diventa essa stessa lo spazio scenico dove si incontrano/scontrano tutte le forze narrative.

Dentro un piccolo bilocale una donna parla narrando a sé stessa (e a chi sennò!) la vicenda drammatica che la ossessiona in cui è coinvolto il figlio e la sua nuova ragazza. Poco a poco realizziamo la violenza a cui è stata costretta la giovane donna e l’inganno in cui vive la madre nella cieca convinzione che “lì in casa sua non è successo proprio nulla di nulla”.  Nella attesa di rivedere il figlio, ogni frammento del suo corpo racconta la sottomissione di una donna, disposta a tutto pur di non vedere la cruda (tragica) realtà.

BIO

La Compagnia Puro Teatro nasce nel 2015 dall’incontro tra Angela Antonini e Federico Sartori all’interno della neonata rassegna romana Puro Teatro, un luogo ideale dove tentare di sostenere e preservare i lavori delle compagnie che propongono una pratica artistica orientata verso la ricerca, per poter discutere e mostrare quei lavori che nascono liberi dai vincoli del produttivismo. Federico Sartori scrive e presenta all’interno della rassegna due testi: Donna con Bambino nel 2015, nel 2016 Lady Servetta dove si affronta il tema della violenza di genere e della tratta delle donne, debuttando con Angela Antonini all’interno di Fuor di Teatro (Rassegna clandestina per amanti delle Arti Performative)

Angela Antonini fa parte del gruppo LGSAS – Libero Gruppo di Studio di Arti Sceniche dove si forma con l’attore e regista Claudio Morganti, è specializzata in drammaturgia presso il Laboratorio Multimediale dell’Università di Siena e presso il Teatro della Limonaia dove studia con i maggiori registi ed autori contemporanei da Spiro Scimone a Martin Crimp, Shermann Macdonald, Gioia Costa, Jens Hillje (Schaubuhne di Berlino), Keir Douglas Elam, Barbara Nativi, Elisabetta Pozzi, Marco Martinelli, Stanislav Nordey e Xavier Durringer. Dal 2011 al 2015 lavora con Paola Traverso ad un adattamento in forma di monologo dell’opera teatrale di Giordano Bruno il Candelaio che porta in scena come autrice e interprete in alcune manifestazioni di rilievo come il Festival della Scienza di Genova, Shakespeare 450 organizzata dalla Société française Shakespeare all’ Odeon Theatre de L’Europe di Parigi in occasione dei 450 anni dalla nascita del poeta inglese a Parigi e ospite all’ Université de la Sorbonne, Paris con “Interview with Angela Antonini and Paola Traverso on their performance of Giordano Bruno’s Candelaio”. Attualmente sta preparando con Rita Frongia La Trilogia del Tavolino.

Federico Sartori è ideatore e direttore artistico del Festival del Cine Español di Roma dal 2007, manifestazione sostenuta dalle maggiori istituzioni spagnole come Ambasciata di Spagna, Instituto Cervantes, Acción Cultural Española. Nel biennio 2014-2015 collabora con l’Istituto Luce nella selezione delle sceneggiature per il bando di sviluppo delle coproduzioni Italia-Argentina. Nel 2014 cura per l’Ambasciata Argentina la mostra cinematografica Nuevo Cine Argentino presso la Casa del Cinema di Roma. Nel 2005 frequenta la Scuola Internazionale di Cinema EICTV di San Antonio de los Baños (La Habana, Cuba). Sempre nel 2005 il suo corto Low fi (mini dv, 6’) entra nella Selezione Ufficiale della 12° Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo –BJCEM-, curata da Achille Bonito Oliva, a Napoli. Nel 2001 è selezionato tra i partecipanti del workshop “Fare Cinema” diretto dal regista Marco Bellocchio, a Bobbio (Piacenza).

 

 

 

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