Laboratori

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Laboratori passati

Limbo del Pacifico

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Riccardo Palmieri di Čajka Teatro d’Avanguardia Popolare e Stefano Vercelli di Drama Teatro, propongono 2 incontri settimanali di lavoro per la realizzazione di uno spettacolo teatrale che avrà come base testuale il romanzo Venerdì o il limbo del pacifico di M. Tournier una rilettura del Robinson Crusoe di Defoe.

Come si svolgerà

Lunedì 23 ottobre 2017 presso il Drama Teatro verrà presentato il progetto e si getteranno le prime basi del lavoro. I partecipanti verranno quindi suddivisi in due gruppi che seguiranno due percorsi paralleli: il primo condotto da Palmieri, sarà incentrato sul personaggio di Robinson Crusoe; il secondo condotto da Vercelli, ruoterà attorno al selvaggio Venerdì.
Solamente dopo un certo numero di appuntamenti, i due gruppi verranno fatti incontrare e interagire e si lavorerà per la costruzione dello spettacolo.

Primo gruppo (Robinson)
docente: Riccardo Palmieri
quando: martedì e giovedì di ogni mese, dalle 20:30 alle 23:30
dove: Čajka Teatro, via della Meccanica 19 (Modena)

Secondo gruppo (Venerdì)
docente: Stefano Vercelli
quando: lunedì e mercoledì dalle 20:30 alle 23:30
dove: Drama Teatro, via Buon Pastore 57 (Modena)

Il testo

Tournier ribalta i ruoli proposti da Defoe nel suo Robinson Crusoe, se Robinson incarnava la ragione nobilitando la ratio e a Venerdì era affidato il lato selvaggio e istintivo dell’uomo Tournier, con gioco di specchi, mostra come Robinson dopo un lungo processo non solo diventerà allievo di Venerdì ma alla fine sarà per lui come un fratello.

Diversi temi si incrociano nel lavoro dello spettacolo

– Il conflitto fra uomo e natura: l’uomo che assoggetta la natura e la trasforma per il suo utile.
– La trasformazione: Robinson diventa colui che non più dirige e organizza le cose, ma colui che impara e apprende.
– La relazione con l’altro: il diverso Venerdì considerato all’inizio come l’inferiore, l’animale, il bambino, fino a comprenderne l’innocenza allo stato puro, la capacità di una carità verso tutte le forme viventi, che simile al fanciullo, gioca con il mondo facendolo e disfacendolo, che conosce l’essenza di gioco della vita e sa rivelare la fraternità tra creazione e distruzione.
Ricreare sé stessi: Robinson che abolirà il suo vecchio “Io” dominatore e tornerà miracolosamente giovane.
– Il gioco: le strutture ludiche per ritrovare “momenti di innocenza”.

Una delle domande che ci faremo in questi incontri sarà: i naufraghi occidentali, i Robinson costretti all’odio e all’invidia reciproca dal meccanismo sociale, saranno in grado di riconoscere in Venerdì non l’estraneo ma l’altro se stesso?

La presentazione dello spettacolo è prevista approssimativamente intorno alla metà di aprile 2018.

Il costo del percorso è di 100€ ogni 8 incontri (pagamento anticipato).

Info e iscrizioni

 

Danza – laboratorio di pratica permanente

Tutti i lunedì dalle 18 alle 20, tenuto da Marianna Miozzo

Acquisire personalmente conoscenza, fare esperienza di un percorso di ricerca sul corpo
per indagare possibilità inesplorate di movimento. La tecnica è uno strumento fondamentale per ampliare la percezione, il corpo è un fascio di forze in costante movimento. Tutto uno spazio da esplorare, moltitudini che si muovono e che si sovrappongono.
Il laboratorio si sviluppa sulle basi della tecnica floorwork, nozioni di partnering e pratiche d’improvvisazione. Condotto da Marianna Miozzo danzatrice, docente, coreografa.
Ai partecipanti al laboratorio sono offerte agevolazioni sugli spettacoli e gli incontri legati a danza e drammaturgia della rassegna La corsa di fuochi, workshop ed eventi promossi da Dancewoods e Artisti Drama nel corso dell’anno.

Per non recitare – laboratorio di teatro per amatori (chiuso)

Tutti i giovedì dalle 20:30 alle 22:30, tenuto da Stefano Vercelli

Si cercherà, nel tempo degli incontri, di arrivare in scena ad “essere” e non a sembrare o apparire. Qui di seguito due pensieri di Peter Handke tratti dalla piece teatrale Il gioco del chiedere del 1989 nella quale è esplicitata piuttosto bene la direzione che avrà il lavoro:

«Quand’ero studente, andavo spesso a teatro, e mi dava talmente sui nervi che mi sono messo a scrivere dei lavori teatrali. Mi irritava quel modo di raccontare le storie, quel far finta di, quella maniera di abusare dello spazio, delle voci, dei gesti, dei movimenti, dei costumi».

«Quando scrivo per il teatro ho sempre in testa questa visione: uno spazio, degli esseri umani, gli attori.  Io amo molto gli attori di teatro, penso spesso a loro, è un popolo.
Mi domando: cosa vogliono? Hanno qualche desiderio? Gli attori sono spesso molto intelligenti, molto teneri, e al tempo stesso infantili, ingenui. Quando scrivo delle piece penso agli attori, e a me stesso come spettatore. Vedo quello spazio li vuoto che è un poco a mia disposizione. Lo amo molto. Vorrei rinnovarlo, no, ritrovarlo, è la parola giusta. Ma non cerco di fare del teatro sperimentale, quello non mi attira per niente. Vorrei ritrovare una naturalezza. Qualche volta è possibile».

Per iscrizioni: info[at]dramateatro.it

 

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